{"id":315,"date":"2023-05-03T12:11:26","date_gmt":"2023-05-03T12:11:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bioali.eu\/portal\/?p=315"},"modified":"2023-05-03T12:48:24","modified_gmt":"2023-05-03T12:48:24","slug":"inquinamento-da-plastica-perche-e-cosi-pericoloso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bioali.eu\/portal\/2023\/05\/03\/inquinamento-da-plastica-perche-e-cosi-pericoloso\/","title":{"rendered":"Inquinamento da Plastica: Perch\u00e9 \u00e8 Cos\u00ec Pericoloso?"},"content":{"rendered":"<p>Da anni si parla di inquinamento da plastica, di quanto siano catastrofiche le sue conseguenze sull\u2019ambiente e di come a lungo andare il fenomeno possa perfino determinare la fine del mondo in cui viviamo. Ma qual \u00e8 realmente il legame tra la plastica e l\u2019inquinamento? Quali sono i motivi che rendono la plastica cos\u00ec pericolosa per l\u2019ecosistema? Nell\u2019articolo affrontiamo il fenomeno per capire quanto effettivamente tutto questo sia rischioso per l\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n<h2>Cos\u2019\u00e8 l\u2019Inquinamento da Plastica e Quali Sono le Cause<\/h2>\n<div>La plastica, materiale ottenuto dalla lavorazione chimica del petrolio e di altri elementi come gas naturali, \u00e8 uno dei prodotti pi\u00f9 utilizzati dall\u2019uomo nella vita di tutti i giorni, precisamente il terzo dopo l\u2019acciaio e il cemento. \u00c9 inutile dire quanto questo materiale abbia rivoluzionato la nostra quotidianit\u00e0, tanto in termini di comodit\u00e0 quanto \u2013 purtroppo \u2013 in termini di danni all\u2019ecosistema. Infatti, l\u2019eccessiva <strong>produzione di plastica<\/strong> e soprattutto il suo cattivo smaltimento sono ormai ampiamente riconosciuti come le fonti principali di inquinamento ambientale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Se la produzione e l\u2019uso della plastica sono divenuti cos\u00ec smodati \u00e8 probabilmente a causa della particolare resilienza di questo materiale, cui si deve a sua volta la sua facile e lunga conservazione. Infatti, puntando sulla durevolezza della plastica, la sola<strong> industria del packaging<\/strong> impiega almeno il 42% di tutta quella che viene globalmente prodotta. Questo dato da solo spiega perch\u00e9 gi\u00e0 nel 1988 si registravano consumi di plastica per 30 milioni di tonnellate, che hanno poi raggiunto il record di 355 milioni di tonnellate nel 2016. Queste cifre, per\u00f2, non sono destinate ad arrestarsi dal momento che per il 2050 le stime sono vicine ai 34 miliardi di tonnellate.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Ad ogni modo, la questione pi\u00f9 preoccupante \u00e8 che questa resistenza della plastica ne rende praticamente impossibile la sua decomposizione naturale: con il passare del tempo, semplicemente, la plastica si disgrega arrivando a frammentarsi in minuscoli pezzi anche impercettibili. Questi sono pi\u00f9 comunemente conosciuti come <a href=\"https:\/\/www.bioali.eu\/microplastiche-cosa-sono\/?v=e4187bfd8f92\">microplastiche<\/a>, che per la loro dimensione ridotta riescono ad insinuarsi ovunque pi\u00f9 facilmente.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Tuttavia, le microplastiche sono solo una delle forme in cui si palesa l\u2019inquinamento da plastica. Infatti, gi\u00e0 la sola produzione della plastica \u00e8 direttamente collegata al <strong>cambiamento climatico e al riscaldamento globale<\/strong>: il processo produttivo di questo materiale innalza i livelli di CO2 nell\u2019ambiente e, di conseguenza, la temperatura superficiale del pianeta, aumentando anche il numero e la gravit\u00e0 di particolari avvenimenti atmosferici. Nel novero contiamo sicuramente lo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente innalzamento delle acque degli oceani, o altri eventi naturali come alluvioni e siccit\u00e0.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>In tutto ci\u00f2, \u00e8 chiaro che la principale e diretta vittima della plastica \u00e8 senza dubbio l\u2019ecosistema in cui viviamo: il suolo, gli oceani, i laghi, i fiumi e l\u2019aria vengono direttamente intaccati dal suo eccessivo consumo, e l\u2019uomo, anch\u2019esso vittima, sta cominciando pian piano ad accorgersi delle conseguenze.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h2>Inquinamento da Plastica in Mare: Danni e Rischi<\/h2>\n<div>Tra gli effetti pi\u00f9 lampanti dell\u2019inquinamento da plastica in mare c\u2019\u00e8 senza dubbio l\u2019isola di plastica venutasi a creare nell\u2019Oceano Pacifico, tra il Giappone e le Hawaii: la <strong>Great Pacific Garbage Patch<\/strong>.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Questo <strong>gigantesco accumulo galleggiante di immondizia<\/strong> che ha attualmente raggiunto un\u2019estensione di circa <strong>1 milione di km2\u00a0<\/strong> (per intenderci, all\u2019incirca l\u2019area degli Stati Uniti) si \u00e8 formato a causa del particolare movimento circolare della corrente oceanica \u201cNorth Pacific Subtropical Gyre\u201d. Le industrie che scaricano illegalmente i rifiuti in mare sono le principali artefici di questo terrificante agglomerato di plastica, ma non le uniche: basti pensare agli scarichi delle navi porta-container e delle piattaforme petrolifere, ma anche al semplice turismo di massa che intasa i contenitori dei rifiuti contribuendo alla dispersione delle plastiche nell\u2019ambiente.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Questo <strong>gigantesco accumulo galleggiante di immondizia<\/strong> che ha attualmente raggiunto un\u2019estensione di circa <strong>1 milione di km2\u00a0<\/strong> (per intenderci, all\u2019incirca l\u2019area degli Stati Uniti) si \u00e8 formato a causa del particolare movimento circolare della corrente oceanica \u201cNorth Pacific Subtropical Gyre\u201d. Le industrie che scaricano illegalmente i rifiuti in mare sono le principali artefici di questo terrificante agglomerato di plastica, ma non le uniche: basti pensare agli scarichi delle navi porta-container e delle piattaforme petrolifere, ma anche al semplice turismo di massa che intasa i contenitori dei rifiuti contribuendo alla dispersione delle plastiche nell\u2019ambiente.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>D\u2019altro canto, la diffusione della plastica sul Pianeta Terra \u00e8 ormai cos\u00ec estesa che<a href=\"https:\/\/www.sciencefriday.com\/articles\/this-is-plastiglomerate\/\"><strong> gli scienziati<\/strong> \u2013 <strong>tra cui la geologa Patricia L<\/strong>.<strong> Corcoran<\/strong> \u2013 <strong>considerano il materiale un \u201ctecno fossile<\/strong>\u201d<\/a>, presente addirittura nelle stratificazioni geologiche o nelle rocce in una quantit\u00e0 tale da poter parlare di <strong>plastiglomerati<\/strong>. Per non parlare dell\u2019indefinito numero di plastiche simili a sassi che popolano le spiagge dell\u2019Inghilterra Meridionale: gli scienziati hanno constatato si tratti di un particolare fenomeno di trasformazione della plastica, altamente inquinante: la cosiddetta \u201c<strong>piroplastica<\/strong>\u201d consunta dal tempo, levigata dal calore e tanto leggera da riuscire a galleggiare sull\u2019acqua.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Dopo varie osservazioni e studi si \u00e8 arrivato a capire che queste formazioni simili a pietre sono composte chimicamente da polietilene e polipropilene con alcune tracce di cromato di piombo, elemento che veniva aggiunto decenni di anni fa alla plastica solo per esaltarne il colore. Tuttavia, a prescindere dalla sua composizione, capiamo bene quanto sia spaventoso e rischioso il fatto che la plastica possa assumere sembianze naturali: potrebbe, infatti, arrivare a trovarsi ovunque e a sostituire un domani le bellezze naturali che ancora oggi abbiamo la fortuna di ammirare sul Pianeta Terra.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Qualcosa di simile \u00e8 accaduto alle famose e apparentemente \u201cincontaminate\u201d isole delle Hawaii, dove nella sabbia sono state ritrovate tracce di <strong>microplastiche<\/strong>. Questo perch\u00e9 qualche anno fa, precisamente nel 2018, il vulcano Kilauea erutt\u00f2, ricoprendo di lava tutto l\u2019ambiente circostante. Il contatto che ci fu tra l\u2019incandescenza della lava e il freddo dell\u2019acqua marina fece s\u00ec che si venisse a creare una sabbia nera composta da detriti. Questa sabbia ha generato a sua volta una nuova spiaggia chiamata \u201cPohoiki\u201d che si estende per pi\u00f9 di 300 metri, la quale per\u00f2 nasconde in profondit\u00e0 un segreto: quello di contenere una quantit\u00e0 indescrivibile di plastica. <strong>In 50 grammi di sabbia<\/strong>, ad esempio, <strong>sono stati ritrovati ben 21 frammenti di plastica<\/strong>, quella che era originariamente presente nelle acque circostanti il vulcano.<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<h2>Inquinamento da Plastica: Conseguenze sugli Animali<\/h2>\n<p>Balene, delfini, tartarughe e pesci di ogni specie continuano ogni giorno a morire in seguito all\u2019ingestione di rifiuti plastici. <strong>L\u2019episodio della balena<\/strong>, o pi\u00f9 precisamente, dell\u2019esemplare di zifio maschio ritrovato deperito <strong>con ben 40kg<\/strong> <strong>di plastica<\/strong> nello stomaco \u00e8 qualcosa che non pu\u00f2 passare inosservato e deve far riflettere. \u00c8 successo nel 2019 lungo le coste delle Filippine, scenario terrificante di una vita stroncata dallo smodato utilizzo della plastica da parte dell\u2019uomo e dalla sua poca attenzione nello smaltimento. La grossa quantit\u00e0 di plastica ammassata all\u2019interno del cetaceo (costituiva, appunto, l\u20198% del suo peso totale), \u00e8 stata la causa della sua morte: impossibile per i succhi gastrici scomporre quei materiali plastici che hanno finito per lacerare le pareti intestinali dell\u2019animale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da anni si parla di inquinamento da plastica, di quanto siano catastrofiche le sue conseguenze sull\u2019ambiente e di come a lungo andare il fenomeno possa perfino determinare la fine del mondo in cui viviamo. Ma qual \u00e8 realmente il legame tra la plastica e l\u2019inquinamento? 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