{"id":256,"date":"2023-05-03T10:00:23","date_gmt":"2023-05-03T10:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bioali.eu\/portal\/?p=256"},"modified":"2023-05-03T13:10:58","modified_gmt":"2023-05-03T13:10:58","slug":"cop26-cose-e-cosa-ce-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bioali.eu\/portal\/2023\/05\/03\/cop26-cose-e-cosa-ce-da-sapere\/","title":{"rendered":"COP26: Cos\u2019\u00e8 e Cosa C\u2019\u00e8 da Sapere"},"content":{"rendered":"<div>Tra i temi pi\u00f9 dibattuti in ambito ambientale, oltre a quello dell<a href=\"https:\/\/www.bioali.eu\/inquinamento-da-plastica\/?v=e4187bfd8f92\">\u2019inquinamento da plastica<\/a> c\u2019\u00e8 quello della COP26 che sta generando un certo interesse non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra il pubblico comune. Ma <strong>cos\u2019\u00e8 la COP26 e cosa c\u2019\u00e8 di importante da sapere al riguardo?<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>L\u2019acronimo COP26 sta per <strong>26\u00aa Conferenza delle Parti<\/strong>: si tratta della conferenza che riunisce tutte le 197 nazioni che hanno firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) istituita nel 1994. L\u2019evento si sarebbe dovuto svolgere nel novembre 2020 a Glasgow in collaborazione con l\u2019Italia, ma <strong>con l\u2019emergenza causata dal coronavirus \u00e8 stata posticipata al novembre 2021<\/strong>, di preciso dall\u20191 all\u201911.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>A preparare il tutto ci saranno tantissimi eventi, tra cui anche il Pre-COP26, ai quali parteciperanno prettamente i giovani della fascia d\u2019et\u00e0 compresa tra i 18 e i 29 anni. Dunque, 400 ragazzi provenienti da tutto il mondo (le 197 Nazioni) si incontreranno dal 28 settembre al 2 ottobre per discutere e decidere quali dovranno essere i nuovi impegni ed obiettivi utili a fronteggiare la problematica del cambiamento climatico. Accordi che verranno poi sottoposti al grande evento, appunto al COP26.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h2>Quando \u00c8 Nata la COP26 E Quali Sono Stati I Traguardi Raggiunti Nel Tempo<\/h2>\n<\/div>\n<div>Per risalire alla nascita delle COP e sottolineare quali siano stati i traguardi ottenuti durante gli anni, bisogna prima di tutto risalire alla <strong>nascita dell\u2019UNFCCC ovvero della Convezione Onu sul Climate Change<\/strong>. Questa, anche conosciuta come \u201cAccordo di Rio\u201d, deve la sua nascita al \u201cSummit per la Terra\u201d tenutosi a Rio De Janeiro nel 1992. L\u2019UNFCCC \u00e8 dunque il primo trattato ambientale internazionale che si occupa di cambiamento climatico, e la COP \u00e8 il suo organo decisionale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h3><strong>COP1 (BERLINO) \u2013 1995<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div>Nonostante la decisione di tenere la Conferenza durante i primi giorni di dicembre, questa fu organizzata a cavallo tra la fine di marzo e i primi di aprile. Fu per\u00f2 una delle Conferenze meno impegnative poich\u00e9 serv\u00ec semplicemente a definire i ruoli degli organi che ne prendevano parte: \u201cSBSTA\u201d, l\u2019organo incaricato alla gestione degli aspetti pi\u00f9 tecnici e scientifici funzionali al negoziato e \u201cSBI\u201d, l\u2019organo che si occupa di controllare che ogni Parte rispetti decisioni ed impegni presi nella Conferenza.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h3><strong>COP3 (PROTOCOLLO DI KYOTO) \u2013 1997<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div>Un momento fondamentale nella storia delle COP fu certamente quello della COP3, durante la quale ci fu <strong>l\u2019approvazione del \u201cProtocollo di Kyoto<\/strong>\u201d in cui veniva data la massima importanza alla riduzione a livello mondiale di emissioni di gas a effetto serra. Gli Stati Uniti, nonostante avessero firmato l\u2019accordo, decideranno in futuro di non ratificarlo, mentre il Canada di abbandonarlo nel 2018 ad un anno dalla fine.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h3><strong>COP13 (BALI) \u2013 2007<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div>Durante tutte le COP dal 1998 al 2006 l\u2019obiettivo principale fu quello di <strong>continuare a definire il Protocollo di Kyoto<\/strong> seguendo tre specifiche metodologie: \u201cl\u2019Emissions Trading\u201d (per controllare le emissioni di inquinanti e gas a effetto serra prodotte dall\u2019aviazione a livello internazionale), \u201cil Clean Development Mechanism\u201d (per la realizzazione di progetti che mirano alla riduzione delle emissioni di gas serra nei paesi in via di sviluppo) e la \u201cJoint Implementation\u201d (per aiutare i paesi a soddisfare i loro obblighi in tema di emissioni derivanti dai trattati). L\u2019anno 2007, per\u00f2, diede un\u2019ulteriore svolta alla storia delle COP: nacque <strong>la \u201cBali Road Map\u201d<\/strong>, un percorso verso un nuovo processo negoziale che doveva mettere le basi per un vero e proprio cambiamento climatico in maniera condivisa. Il \u201cBali Action Plan\u201d, il piano definitivo firmato alla fine della stessa COP, stabiliva un\u2019accelerazione delle trattative per arrivare entro il 2009 alla definizione di impegni globali.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h3><strong>COP14 (POZNAN) \u2013 2008<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div>Durante la COP14 venne istituito il cosiddetto<strong> \u201cFondo di adattamento\u201d<\/strong>, un provvedimento che definiva nuovi meccanismi di supporto per i Paesi in via di sviluppo secondo alcuni principi gi\u00e0 delineati del Protocollo di Kyoto, e lo \u201cStrategic Program on Technology Transfer\u201d, un piano strategico per promuovere gli investimenti nel trasferimento di tecnologie compatibili con l\u2019ambiente.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Questi non furono gli unici due obiettivi della Conferenza. Infatti, venne anche introdotto il tema del cosiddetto \u201cREDD+\u201d, cio\u00e8 della riduzione delle emissioni dalla deforestazione e degrado forestale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h3><strong>COP15 (COPENHAGEN) \u2013 2009<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div><strong>La COP15 fu un vero e proprio fallimento<\/strong>, dal momento che il termine massimo per stabilire un accordo mondiale sul clima, datosi stesso dalle Parti entro il 2012, non fu rispettato e anzi fu posticipato al 2015.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Inoltre, il documento finale della COP15 stilato da alcuni Paesi come USA, Cina, India, Brasile e Sud Africa introdusse il bisogno di impegnarsi a non superare la soglia dei 2\u00b0C per la temperatura globale. Il problema fu che <strong>non tutte le Parti della Conferenza firmarono il documento<\/strong>, e questo pertanto risult\u00f2 non operativo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h3><strong>COP21 (ACCORDO DI PARIGI) \u2013 2015<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div>Dopo anni di Conferenze delle Parti con pochi risultati, la COP21 port\u00f2 finalmente a una svolta importante. Con <strong>l\u2019Accordo di Parigi<\/strong> si riusc\u00ec ad arrivare ad un vero e proprio <strong>patto a livello globale per contrastare i cambiamenti climatici<\/strong>. Questo accordo, tuttavia, pur di far aderire il maggior numero delle Parti (ben 196) perse di autorit\u00e0 essendo non totalmente vincolante e soprattutto basandosi su un principio della responsabilit\u00e0 comune ma differenziata per ognuna delle Parti. L\u2019imprescindibile punto in comune tra queste fu comunque quello di stabilire e mantenere l\u2019aumento della temperatura globale al di sotto dei 2\u00b0C, con la promessa di scendere ancor di pi\u00f9.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h3><strong>COP23 (BONN) \u2013 2017<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div><strong>L\u2019Alleanza globale per la rinuncia al carbone<\/strong> fu il risultato principale ottenuto dopo un paio d\u2019anni dall\u2019Accordo di Parigi, durante la COP23 a Bonn. L\u2019Italia fu l\u2019apripista di questa alleanza, con l\u2019obiettivo di uscire dal carbone entro il 2025 e dando cos\u00ec il buon esempio alle restanti Parti.\u00a0 Successivamente aderirono anche Cina e India. con una popolazione che conta pi\u00f9 di 1 miliardo di abitanti ciascuna.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h3><strong>COP24 (KATOWICE) \u2013 2018<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div>Lo scopo principale della COP24 fu quello di ridefinire e confermare gli impegni presi durante l\u2019Accordo di Parigi. Inoltre, l\u2019IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e l\u2019Organizzazione meteorologica mondiale durante la Conferenza pubblicarono dei documenti che rilasciavano delle dichiarazioni molto importanti: sostenevano fermamente che<strong> gli obiettivi prefissati durante la COP21 non fossero cos\u00ec \u201cambiziosi\u201d<\/strong> parlando in termini ambientali, e quindi fu proposto di diminuire le emissioni di CO2 del 45% entro il 2030.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i temi pi\u00f9 dibattuti in ambito ambientale, oltre a quello dell\u2019inquinamento da plastica c\u2019\u00e8 quello della COP26 che sta generando un certo interesse non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra il pubblico comune. 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